Copertina 2018

 

VociNuvola18

 

VOCI
Rivista di Scienze Umane

Direttore: Luigi M. Lombardi Satriani
Direttore Responsabile: Walter Pellegrini
Comitato Scientifico: José Luis Alonso Ponga, Jean-Loup Amselle, Marc Augé, Antonino Buttitta †, Francesco  Faeta, Abdelhamid Hénia, Michael Herzfeld, Lello Mazzacane, Isidoro Moreno Navarro, Marino Niola, Mariella Pandolfi, Taeko Udagawa
Comitato di direzione: Antonello Ricci (coordinatore), Enzo Alliegro, Katia Ballacchino, Letizia Bindi, Laura Faranda, Mauro Geraci, Fiorella Giacalone, Fulvio Librandi, Maria Teresa Milicia, Rosa Parisi, Gianfranco Spitilli. 
Direzione e redazione: Dipartimento di Storia, Antropologia, Religioni, Arte, Spettacolo “Sapienza” Università di Roma, Piazzale Aldo Moro 5, 00185 Roma 
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Coordinamento editoriale: Marta Pellegrini
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Distribuzione: GRUPPO PERIODICI PELLEGRINI Via Camposano, 41 - 87100 COSENZA Tel. 0984 795065 - 0984 27229 – Fax 0984 792672
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Siti internet:   www.pellegrinieditore.it         www.pellegrinilibri.it

Registrazione n. 525 Tribunale di Cosenza Iscrizione R.O.C. n. 316 del 29-08-2001 ISSN 1827-5095 Abbonamento annuale € 40,00; estero E 87,00; un numero € 40,00 (Gli abbonamenti s’intendono rinnovati automaticamente se non disdetti 30 gg. prima della scadenza) c.c.p. n. 11747870 intestato a Pellegrini Editore - Via G. De Rada, 67/c - 87100 Cosenza I dattiloscritti, le bozze di stampa e i libri per recensione debbono essere inviati alla Direzione. La responsabilità di quanto contenuto negli scritti appartiene agli autori che li hanno firmati. Gli articoli non pubblicati non vengono restituiti.

Editoriale

 

Biblioteca
A cura di Luigi M. Lombardi Satriani e Rosa Parisi

 

Dalla comunità omosessuale alla città arcobaleno: lo spazio delle sessualità LGBT+
Fabio Corbisiero 13

Desires of Belonging and Betrayals: Narratives of “coming out” and the Terms of Recognition in (Un)documented migrants
Laura Fantone, Annie Isabel Fukushima 30

Le donne di ieri e oggi: antichi servaggi, nuove solitudini
Luigi M. Lombardi Satriani 56

Narrative inter-religiose e tensioni dialettiche sul reato di adulterio nel sistema consociativo del Libano contemporaneo: le risposte delle ONG interconfessionali
Marcello Mollica, Benedetta Panchetti 85

Il porno quotidiano. La pornografia digitale nella prospettiva della cultura popolare
Fabio Mugnaini 108

 

Miscellanea

 

Rimasugli, scarti, rifiuti tra waste anthropology e “Terra dei Fuochi”
Enzo Vinicio Alliegro 137

“Un ritmo per tirare le reti e un altro per girare l’argano”. I canti delle tonnare di San Vito Lo Capo e di Sciacca nelle raccolte degli Archivi di Etnomusicologia dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia (Roma)
Giuseppina Colicci 166

Family in progress. Un progetto di ricerca-azione sull’affido temporaneo extra-familiare in Umbria
Alessia Fiorillo 210

“Dopo dieci anni, due matrimoni, all’estero e qua in Italia, due figli, ce l’abbiamo fatta!”. La lunga strada per diventare una famiglia (come le altre)
Luca Guizzardi 239

Da migrante forzato a “volontario forzato”? La creatività degli enti di accoglienza nel contrasto della percezione negativa dei migranti
Giovanni Kaczmarek 263

Profumo di pulito. Corpo, memoria, smellscape
Fulvio Librandi 286

Il franco CFA: una moneta per un continente “senza storia”
Virginia Napoli 306

“India italiana” ed Europa cristiana nell’Appennino del XX secolo: il viaggio etnografico di don Nicola Jobbi
Gianfranco Spitilli 331

 

Camera oscura

 

L’Archivio fotografico Tagliarini
Rovena Sakja 367

La costruzione di un immaginario albanese: tipi e motivi antropologici dell’Archivio fotografico Tagliarini
Mauro Geraci 375

L’Albania per gli Italiani. Fotografie e cartoline dell’Archivio Tagliarini, 1939-1943 385

 

Si parla di…

 

Etnografia e cinema in dialogo: voci di antropologia visiva su Isreal, festival del cinema del reale, Isre, Nuoro 2-6 maggio 2018
Silvia di Meo, Sara Inglese, Samuele Lo Piccolo, Livia Sileri 411

L’altro mondo del delta del Po. Una mostra sulla cinematografia del Polesine
Antonello Ricci 421

 

Recensioni 426

 

Notiziario 454

La parte monografica di questo numero di “Voci” da me, a suo tempo, proposta ha come tema le forme della sessualità, ritenendo che questo sia uno degli aspetti più rilevanti della vita dell’uomo e delle società e che le concezioni relative a essa siano uno dei tratti destinati a subire, forse più di altri, notevoli mutamenti nello spazio e nel tempo.

Data la sua specifica competenza, ho ritenuto di associare Rosa Parisi per tale lavoro,contattando studiosi e,per quel che mi riguarda,iniziando a stendere alcune riflessioni sulle quali avrei via via costruito il mio contributo che si può leggere nella parte monografica.

Come è noto, la sessualità a partire da Foucault è stata vista come un dispositivo di potere fra i più efficaci di controllo, disciplinamento, normalizzazione dei corpi,dei desideri,degli immaginari, delle condotte.La sessualità esce fuori, dunque, dalla dimensione naturale di forza dirompente che lotta contro il potere e il suo controllo, travalica la sua naturalizzazione e la elogia come espressione di energia“eversiva”,per diventare un elemento chiave della microfisica del potere, ovvero per diventare una tecnologia del potere che agisce direttamente nei processi di costruzione del soggetto attraverso la costruzione di identità sessuate normalizzate.In definitiva un modo di produrre assoggettamento attraverso la soggettivazione. Eppure la sessualità,nella sua gestione consapevole a partire dal femminismo di metà Novecento è entrato nel linguaggio e nelle pratiche di costruzione di percorsi di liberazione,reali o presunti delle donne e dei movimenti gay. Essa si presenta quindi imbrigliata in forti contraddizioni: da un lato, controllo disciplinamento; dall’altro, libertà. Allo stesso modo,la tendenza attuale verso la smaterializzazione e la scomposizione dei corpi nelle pratiche e nei desideri sessuali via web,tecnologie sessuali quali robot del sesso,si intrecciano con la materialità di corpi erotici che arrivano a incorporare in percorsi di normalizzazione ciò che una volta era considerato trasgressione o“a-normalità”. La parte monografica di “Voci” intende fare, dunque, il punto sulla sessualità nel contesto contemporaneo segnato dalla trasformazione del modo di vivere e concettualizzare la corporeità, gli immaginari sessuali, le identità sessuali e di genere. L’obiettivo è di indagare a partire da un’analisi multidisciplinare un campo reso particolarmente complesso dal suo convergere di ragioni di ordine politico, di esigenze di controllo, e più in generale di valutazioni morali.

La sezione monografica si compone di 5 saggi: Fabio Corbisiero illustra i cambiamenti che hanno investito la sessualità LGBT+ in relazione alla sua dimensione comunitaria; Laura Fantone e Annie Isabel Fukushima affrontano il tema della trasformazione della sessualità a partire dai movimenti queer e dalla dissoluzione dei generi nella nostra contemporaneità; Luigi Lombardi Satriani riflette sulle forme attraverso le quali si è declinato e si declina il linguaggio della sessualità nella società tradizionale e in quella contemporanea, fornendo significativi esempi attinti dalla letteratura demologica novecentesca e da alcuni “sondaggi” effettuati sulla cultura di massa contemporanea; Benedetta Panchetti e Marcello Mollica discutono della sessualità nel contesto familiare e religioso della società plurale del Libano; Fabio Mugnaini ricostruisce il ruolo dell’iconografia negli immaginari sulla sessualità.

Sia Rosa che io siamo soddisfatti per quanto viene qui presentato, che potrà costituire, dunque, un utile contributo di riflessione per chi – nell’ambito delle scienze sociali, e non solo – voglia accostarsi alla problematica qui trattata.

Passando, poi, a qualche considerazione sul resto del numero, noterò che la “Miscellanea”inizia con un denso e originale contributo di Enzo Vinicio Alliegro su Rimasugli, scarti, rifiuti tra waste anthropology e “terra dei fuochi”, nel quale l’autore continua e affina il suo metodo di indagine sui conflitti in merito alla gestione e allo sviluppo dei territori rurali italiani; “Un ritmo per tirare le reti e un altro per girare l’argano”. I canti delle tonnare di San Vito Lo Capo e di Sciacca nelle raccolte degli Archivi di Etnomusicologia dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia (Roma) è il titolo del saggio di Giuseppina Colicci che affronta alcuni temi dell’espressività popolare fra lavoro e tecniche del corpo a cavallo fra la storia degli studi etnomusicologici italiani e l’etnografia contemporanea; i saggi di Alessia Fiorillo, Family in progress. Un progetto di ricerca-azione sull’affido temporaneo extra-familiare in Umbria, di Luca Guizzardi su “Dopo dieci anni, due matrimoni, all’estero e qua in Italia, due figli, ce l’abbiamo fatta!” La lunga strada per diventare una famiglia (come le altre) e di Giovanni Kaczmarek dal titolo Da migrante forzato a “volontario forzato”? La creatività degli enti di accoglienza nel contrasto della percezione negativa dei migranti, pur con approcci differenti e proponendo tematiche peculiari, sono accomunati dal contesto dell’attualità delle modificazioni dei comportamenti sociali e delle azioni governative in tema di migrazioni – oggi minacciosamente e cinicamente incombenti – e di nuove forme di organizzazione familiare; un saggio di taglio originale di Fulvio Librandi dal titolo Profumo di pulito. Corpo, memoria, smellscape, a partire da una ricerca sul campo restituisce al lettore una interessante e rigorosa prospettiva di cultura della sensorialità intorno all’olfatto; Virginia Napoli con il suo contributo su Il franco CFA: una moneta per un continente “senza storia”? offre alcune considerazioni sulle monete di alcuni paesi africani come sistema culturale di segni e di dinamiche politiche; infine il saggio di Gianfranco Spitilli dal titolo “India italiana” ed Europa cristiana nell’Appen- nino del XX secolo: il viaggio etnografico di don Nicola Jobbi, tenta di collocare la figura di un parroco dell’entroterra teramano, noto per aver raccolto un ampio e articolato corpus di documenti della tradizione popolare di quell’area, nell’alveo tipologico dei preti-etnografi.

Nella sezione fotografica “Camera oscura” sono pubblicate 51 fotografie estratte dall’Archivio di Francesco Tagliarini, attualmente custodito presso la Società geografica italiana, che nel periodo del colonialismo fascista in Albania ebbe l’incarico di coordinare la Direzione generale per la stampa,la propaganda e il turismo in quel paese. Le fotografie e le immagini dipinte che vengono proposte avevano lo scopo di orientare l’immaginario italiano verso una familiarizzazione dei luoghi e delle persone in vista di uno sviluppo turistico orientato secondo l’ideologia del regime dittatoriale. Le fotografie sono corredate di due saggi di lettura critica e di inquadramento archivistico rispettivamente di Mauro Geraci e di RovenaSakja.

La rubrica “Si parla di…” comprende due contributi a tema cinematografico riguardanti due importanti eventi svoltisi quest’anno in Italia: Raccontare il Polesine. Cinema! Storie, protagonisti, paesaggi, Rovigo, 4 marzo – 1 luglio 2018; IsReal. Festival del cinema del reale, Nuoro, 2-6 maggio 2018. Il volume si chiude con alcune recensioni di libri e con il consueto notiziario.

Conclusivamente penso di poter essere legittimamente orgoglioso di questo numero, che conferma il ruolo di eccellenza che “Voci” svolge nell’ambito delle scienze dell’uomo. Per il mantenimento e il rafforzamento di tale ruolo sono profondamente grato ai collaboratori, a tutti i componenti della redazione,coordinata con il rigore e l’impegno che gli sono propri da Antonello Ricci e a voi,lettori, che con il vostro indispensabile consenso continuate a premiare il nostro lavoro.

Biblioteca

RAPPRESENTAZIONI DELLA SESSUALITÀ
a cura di Luigi M. Lombardi Satriani e Rosa Parisi

Abstract
The article focuses on the changes that have affected LGBT+ sexuality in relation to its community dimension. The discussion is centered on the concept of sexual citizenship as a process of socialized claims of social rights and which directs attention to the socio-spatial aspects of sexuality. The core is represented by the theory of rainbow city that illustrates how Italy has focused on the reflection on the rights of homosexuals.

Key words: homosexuality, sexuality, social rights, rainbow city.


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Abstract
“Coming out” was popularized in the 1970s, emerging as central to the Gay liberation/ queer movement. To be out, to disclose one’s sexuality, to one’s community, was central to the Lesbian, Gay, Bisexual, and Transgender movements (LGBT). To be out is a means of a particular kind of emancipation of the individual and the collective – to be recognized. To come out is to self-disclose, it is about one’s identity, but also to create the terms of recognition. The image of “coming out” have been central to the strategies of twenty-first century immigrant rights organizing. For the undocumented migrant in the United States, coming out has been bound to dualities of forced coming out of the shadows as a means to take a risk with the hope that one may enter a path towards citizenship (i.e., Deferred Action for Childhood Arrivals) or being forced because one’s family is outed by their neighbors or law enforcement agencies. Coming out has also been a strategy of resistance where a migrant’s coming out has been bound to a rhetoric and practice of “national coming out of the shadows day,” and “coming out as undocu-queer.” Through transnational feminist methodologies, we will examine a range of texts and sites of display produced through the content, interviews, and materials of undocumented queer “coming out.” Therefore, in this article, we examine policies such the Deferred Action of Childhood Arrivals, the Trump administration’s immigration executive order, the Dream Act, and California state dream act/AB540. We contend that through the discursive and social usage of “coming out” for undocumented (queer) migrants, that normative forms of recognition are negotiated: acceptance, acceptability, citizenship, victimhood, vulnerability, and the human. We examine the normative frames that are central to undocumented migrants who “come out” - queer, as queer subjects and as migratory, and subject to state power.

Key words: precarity, vulnerability, undocumented, queer, migration.


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Abstract
The Author reports numerous testimonies of traditional culture and folklore that enhance and at the same time look down on the figure of the woman, resulting in a reification of this figure, object in reality of radical ambivalences. Lombardi Satriani reviews some of the greatest southern authors to enrich the fresco of the women of the south who, however, preserve an ancient beauty and dignity, noted also by the author himself, during his long and articulated existential and intellectual itinerary. To understand, therefore, the essentials of the process of change that has invested women today, the author takes on the role of privileged observer of the columns of feminine interviews, present in several weekly widespread publications, with readers from diverse walks of life. In light of his extensive documentation, Lombardi Satriani concludes by underlining how women, compared to the past and traditional reality, have in fact liberated themselves from ancient forms of slavery, even though traces remain to this day. This has not, however, resulted in having achieved happiness, given the devastating solitude which surrounds them in this day and age.

Key words: woman, sexuality, folk culture, mass culture.


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Abstract
Based on fieldwork, participant observation and in-depth interviews conducted in the Lebanese cities of Beirut and Jounieh between March 2014 and May 2017, this article focuses on adultery as a crime under the Lebanese state law. Adultery is also an offence under the norms of all the eighteen religious sects officially acknowledged by the Lebanese State. However, despite some draft laws are currently proposing to reform the law, the legislative process showed that, beyond state norms and religious precepts, the crime continues to clash with deep-rooted and long-standing customs. To shed light on the link between religious affiliation, state rules and culture, this article will consider the family and the institution of marriage as variables, locating them within the Lebanese consociational model (known as multi-confessionalism). Attention will be paid to the contribution given by some inter-confessional NGOs which support reforms aiming at reducing discrimination against women and abolishing adultery as a state criminal offence.

Key words: adultery, Lebanon, personal statutes, multi-confessionalism, family, patriarchal society, honor.


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Abstract
Among the aspects that characterize pornography in the digital age, the most striking is the macroscopic and exponential quantitative growth; just as evident, however, is the proliferation of genres and themes which, on a qualitative level, also refer to a simultaneous dynamic review of the social profiles related to sexual and gender orientations. Supported by the constant tendency towards the generalization of access to the means of production, reproduction and cultural circulation, pornography has colonized the web space and, consequently, all the tools or technical devices that sustain the global and continuous connectivity. In this way, the location at margins of everyday life, where porn materials (discourse and/or images) had been previously set apart by the rules of a given moral order, then by education and eventually or simply by good manners, faded away and disappeared, so that daily life ended up colonizing, in turn, the scenario of production of the pornographic image and discourse. In this way a joining process seems to have come to an end, between image and word, considered as two diverse ways of access to sex discourse for diverse social strata. The present ubiquity of porno images is, as oral tradition was, close to that same level of intrinsicity or embeddedness with daily life, that used to characterize the obscene discourse in traditional societies. The essay intends to discuss some examples of this trend, thanks to a comparative set that includes oral storytelling repertoires and the representations of the frequency of sex talk along with its social, identitarian and existential correlations, often neglected by folk scholars and ignored by porn studies.

Key words: popular culture, erotic folklore, storytelling, porn and porn studies, digital ethnography.


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Miscellanea

Abstract
In recent years the development of the consumer society has generated an increasingly large mass of different types of waste. The phenomenon has been accompanied by the dissemination of scientific knowledge on environmental and health risks and by an increasing civil awareness of the future of the planet. The present work, based on the most significant anthropological studies dedicated to this topic, explores some specific cases in Campania, and analyze the relevance of the symbolic and identity dimension.

Key words: anthropology of waste, anthropology of environment, symbols, territorial identity.

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Abstract
In this paper I analyze the work song repertoire performed by Sicilian tuna fishermen during the fishing season at two Sicilian Tonnara (San Vito lo Capo (TP) and in Sciacca (AG>. The two repertoires were recorded in 1952 by Ottavio Tiby in the first Tonnara and in 1954 by Alan Lomax and Diego Carpitella in the second one for the Centro Nazionale Studi di Musica Popolare Rome (CNSMP), now days Archivi di Etnomusicologia (AE). The fishing technique called Tonnara is a trap net which stays at sea for several months. The work song repertoire accompanies different work phases: hauling the nets or heaving the anchors at the capstan. In this paper I describe first the working context of the two Tonnara using the words of the two researches Ottavio Tiby and Alan Lomax and second I discuss the different rhythms which accompany the work at sea and at shore. Finally I made a comparison between Sicilian sea songs and American and English shanties.

Key words: tonnara, work song, capstan, hauling, Alan Lomax, Diego Carpitella, Ottavio Tiby, Archivi di Etnomusicologia, Sicily, shanties.

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Abstract
Temporary foster care is a public intervention addressing the needs of vulnerable families whose evolution is deeply compromised. The multifactorial problems of families necessitate community service mediation to build a therapeutic network for the tutoring and protection of children but also for the support of parents. The action research highlights the potentialities of the system but also the critical factors in its implementation in a context that facilitate specialised interventions and the medicalization of needs. Activating a social network of hosting families which provides for the daily life of vulnerable minors is increasingly complex and does not guarantee timely care interventions. Moreover, foster care is conditioned by the cultural patterns of all actor involved in the project. This paper aims to investigate the role of anthropologist in foster care practices and the potential contribution of ethnographic instruments: comparative method, decentralization, participant observation and thick description.

Key words: parental connection, foster care, action research, community service network, schismogenesis.

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Abstract
In heterosexual families, we may not like our brother-in-law, our cousin’s wife; we may disapprove of our daughter’s marriage, and we may even disown and disinherit a son or grandson, but we cannot question the goodness of the natural event of their birth. On the other hand, for families composed of two parents of the same sex, it appears that we may coin the phrase “homosexual parents, unnatural parents”. The problem lies not in the nature of the person but in the bond; the problem is not in the gender of the person but that of the family. This is the challenge of gay and lesbian families: the gift or the shame of being part of it. In contrast to heterosexual parent families, gay and lesbian families offer new and undoubtedly original ways of family connection and which may be judged as contra naturam. Through the stories of twenty-three families composed of two mothers or two fathers, the article tries to demonstrate some of the methods by which this challenge is launched and accepted (so it is a gift) or refused (so it is a shame).

Key words: rainbow families, kinship, gift.

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Abstract
The simultaneous increasing of impressive flows of forced migration and the context of economic crisis triggers dynamics of “war among the poor”, framing immigrants negatively as welfare-scroungers, bogus-refugees and burdens for public finances. The involvement of beneficiaries of international protection into activities of public interest (d.l. 13/2017, converted into L. 46/2017) should, at the same time, tackle the impression that immigrants be idle, be a sort of refunding for hosting society and a path to integration. Although inactivity is a risk, as it make it more likely the individual be caught into criminal and deviant networks, this policy arises a number of doubts, by implying a synallagmatic conception of reception and asylum, risking sometimes to make the beneficiary little involved in decisions concerning his own integration project, but it also raises concerns about some of the activities and tasks implemented, increasing the risk of downward integration and, to some extent, a revival of racial stereotypes. What way out? Some possible paths emerge from the creativity of reception institutions, through experiences of rapprochement and contact between beneficiaries and residing population, limiting fear and combining relapse on the territory, art and enhancement of skills.

Key words: volunteering, asylum seekers, bogus-refugees, civil society, integration

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Abstract
In the decade between the fifties and sixties of the twentieth century, in a corner of Calabria where research takes place, the spread of industrial soaps revolutionizes in a short time the world of local smells. The recursive expression “scent of clean” appears to be linked exclusively to a leaching process and to a bodily memory that makes it possible to enhance a certain version of the past. The collective and negotiated reconstruction of this smellscape of memory, and its analysis, allow us to reflect on how the sensoriality is articulated in a social context and how perceptions are always constructed in a network of local meanings. In particular, it reflects on the model of sensorium that emerges from the interviews, and on the role that the senses seem to have in filtering, interpreting, validating a series of informations that build up a shared memory.

Key words: anthropology of the senses; smellscape; lye; sensorium; collective memory.

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Abstract
In 2004 the French newspaper Liberation defined the CFA franc, the currency currently circulating in 14 countries, “a currency without history”. In the last months of 2017 a new wave of protests against the European monetary policy in Sub-Saharan Africa strikes back the debate about Françafrique. The literary topos of the continent without history returns in the discourses and in the contemporary perception of Africa and is based on ideological choices that, over the years have, fostered a forgetfulness and a continuous mystification of the West’s interference in the current situation of the developing countries. In the ‘70s Vittorio Lanternari reflected on the basic ambiguity of the relativistic discourse that, splitting up cultural and economic problems, does not consider the effects that the relationship of economic subordination has had in the development of the culture of colonized peoples. Fifty years after the will to prevent the so-called “object” of ethnographic studies from becoming historical “subject” still emerges in the debates catalyzed around the Euro-African monetary policy. The reflections presented in our article deal with the representation and self representation of CFA-area countries focusing on the iconography and the symbolic value of the monetary sign.

Key words: Franc CFA, Franceafrique, monetary policy, Dakar’s speech, visual anthropology.

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Abstract
Two years subsequent to his sacerdotal ordination, don Nicola Jobbi reveals his ethnographic vocation in his contact with the community of Cerqueto di Fano Adriano, a small village of shepherds and wool carders in the central Appennines. It is a journey carried out towards a nearby outskirts, to the discovery of the “domestic” otherness that resides there; a cognitive endeavor based on observation and participation by means of looking and listening which transforms the priest into a civilizing figure, into a cultural hero. The activities of don Nicola Jobbi, like those of the rural European parish priests and clergy of the Counter-Reformation era as well as those of the missionaries active in non-European countries and in the fringe areas of Europe, are fully inscribed in the setting of the long history of the correlations between knowledge and supremacy that the modern Western world maintained with other cultures. The proposed paper aims to expand on the analysis of the insurgence of cultural phenomena arising from correlations of force, symbolic dominance and reciprocal adaptation and from the articulation of differences in culture between a center of religious propulsion and a periphery; in turn a producer of interpretations, graftings, and multiple mediations in which the local in permanent tension with the system is meant to be, as affirmed by historian William Christian, an “integral part of the system”.

Key words: European ethnology, history of Christianity, religion, priests, ethnographic journey, Jobbi, de Martino

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Camera Oscura

Francesco Tagliarini, official of the Ministry of popular culture and, since 1939, of the Directorate general for press, propaganda and tourism (DGSPT) to the Presidency of the council of ministers of the Kingdom of Albania, undertaken numerous initiatives for the promotion of the tourism sector, producing as administrator of Distatpur publishing house in Tirana volumes dedicated to the history and cultural traditions of Albania. The article intends to carry out a first survey on the Tagliarini archive, which was largely set up during the period spent in Albania as a tourism consultant; the most consistent section is represented by the photographic documentation produced in the framework of editorial activities, together with legislative material, published magazines, objects of the traditional Albanian culture that Tagliarini brought to Italy when he returned.
Key words: Tagliarini, Albania, tourism, photography, cultural policy.

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The images produced in the context of the journalistic, documentary and promotional activity carried out by Francesco Tagliarini are inscribed in the specific logic of the institutional office that commissioned them: the Ministry of popular culture for which Tagliarini was appointed secretary and assigned to the Presidency of the council of Albania and the Directorate general for press, propaganda and tourism, in Tirana. Their value is certainly the ethnographic one which documents in detail the socio-cultural reality of the time; but it is also testifies the exercise of a tourist vision developed within the colonial, cultural and ministerial programs of Italy in Mussolini's Albania. It is, therefore, testimony of an Albania sui generis, built through a negotiation of images, stereotypies, series, symbols (from mountains to popular customs, from bridges to the exaltation of the lineage) that had to be understood, accepted, shared and therefore enjoyed in a particular horizon of exoticism and hedonism between this side and the other side of the Adriatic. The article reviews the recurring "types" and "motifs" in the imagery resulting from Tagliarini's experience, offering possible anthropological problematizations, in order to have a first overview of the objects and subjects put on the visual field by the team of photographers and painters (as Luigi Piffero and Fadil Pëllumbi) who participated in the construction of an Albania appropriate for tourism of that time, to its public and its expectations.
Key words: tourism, imaginary, photography, Tagliarini, Albania.

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Si parla di...

Recensioni

Enzo Vinicio Alliegro insegna discipline etnoantropologiche presso l’Università di Napoli “Federico II”. I suoi interessi di ricerca ruotano prevalentemente intorno alla storia dell’antropologia, all’antropologia storica e politica, simbolica e dell’ambiente. Tra le sue monografie recenti: L’arpa Perduta. Dinamiche dell’identità e dell’appartenenza in una tradizione di musicanti girovaghi, 2007 (Premio Speciale Saggistica “Premio Letterario Basilicata” 2009); Antropologia Italiana. Storia e storiografia, 2011 (Premio “Costantino Nigra” 2011); Il Totem Nero. Petrolio, sviluppo e conflitti in Basilicata. Antropologia politica di una provincia italiana, 2012 (Premio “Carlo Levi” 2012; Premio Fondazione “Mimmo Beneventano” 2013); Franz Boas fra gli Inuit dell’isola di Baffin, (1883-1884). Diari e Lettere, 2014 (Premio Scanno 2016); Frank Hamilton Cushing tra gli Zuni del New Messico 1879-1884. Note di campo, lettere, articoli di un pioniere della ricerca etnografica, 2016; Lewis Henry Morgan e la ricerca antropologica sui sistemi di parentela. Diari di campo in Kansas e Nebraska (1859-1860), 2017.

 

Giuseppina Colicci, Ph.D. Laureata in etnomusicologia con Diego Carpitella, presso l’Università La Sapienza di Roma, ha completato il Ph.D. in etnomusicologia presso l’Università degli Studi della California, Los Angeles (UCLA) con una borsa di studio del Ministero dell’Università e della Ricerca Scientifica italiano. Ha ricevuto una borsa di ricerca post-dottorato presso l’Università di Palermo con un progetto sui canti del mare nel Mediterraneo. Ha collaborato come professore a contratto di etnomusicologia con l’Università di Palermo e con il DAMS dell’Università di Enna. Collabora da anni con lo Sprach Zentrum dell’Universitá di Tubinga in Germania come docente di lingua italiana per stranieri dove enfatizza l’uso della musica nell’apprendimento della lingua. È cultore della materia presso la cattedra di etnomusicologia all’Universitá di Tor Vergata di Roma. Sulle tonnare ha pubblicato un libro Azzurro di mare per l’assessorato pesca e agricoltura della Regione Siciliana e Lina, i fiori, la rete, il femminile in Tonnara in L’architettura della tonnara per Dario Flaccovio editore. Il suo campo di ricerca attuale riguarda le registrazioni di canti tradizionali siciliani custodite presso gli Archivi di Etnomusicologia dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia di Roma.

 

Fabio Corbisiero insegna Sociologia del turismo presso il Dipartimento di Scienze Sociali dell’Università degli Studi di Napoli “Federico II”. Si occupa di sociologia urbana con particolare riferimento ai temi del turismo, della città e dei diritti di cittadinanza sessuale. È stato visiting professor in diverse università internazionali tra cui CUNY (New York), UDC (Dublino), KTH (Stoccolma). È componente della sezione AIS Associazione Italiana di Sociologia – Studi di genere. Tra i suoi ultimi volumi: Città arcobaleno (con S. Monaco), 2017.

 

Laura Fantone is an Italian political and social scientist. She holds an M.A. in Gender and Women’ s Studies and a Ph.D in Post-Colonial studies. Her research and activism revolve around immigration, forced migration and refugeeism and Urban Poverty, gender equality, technology and diversity. She teaches at the University of California Berkeley.

 

Alessia Fiorillo è Dottore di ricerca in Etnologia e Antropologia. Ha conseguito il titolo nel 2010 presso l’Università degli studi di Perugia e l’Université Libre de Bruxelles con la tesi Merci intangibili e patrimonio culturale. La costruzione del turismo enogastronomico a Montepulciano (Siena, Italia). Ha svolto ricerca su educazione interculturale e immigrazione. Dal 2014 si occupa del ruolo dell’associazionismo all’interno del terzo settore e nelle pratiche di welfare. Tra il 2015 e il 2017, in collaborazione con il Dipartimento di Scienze politiche dell’Università di Perugia, si è occupata del consumo di psicofarmaci e dei modelli di cura nei servizi di salute mentale. Attualmente è assegnista di ricerca. Tra le sue ultime pubblicazioni: Cure primarie e psicofarmaci: quando il disagio approda nello studio del medico di medicina generale, 2016; Lo psicofarmaco: equilibrio precario e stabilizzazione chimica, 2016; Arci. Enzimi del sociale al di là del contratto di lavoro, 2015; (con L. Bruni) La Tavola della Pace. Un difficile equilibrio tra valori e fini, 2015; Libera. Storia, cronaca e memoria, 2015; Innovazione sociale: un processo di istituzionalizzazione comunitaria dell’esistente, 2015; Geometrie periferiche. Il rigore dello spazio e l’irruzione dei corpi, 2014; Il feticcio della devianza, 2014.

 

Annie Isabel Fukushima, Ph.D. is Assistant Professor in Ethnic Studies with the School for Cultural & Social Transformation at the University of Utah. Prior to joining the faculty at the University of Utah, she received her doctoral degree in Ethnic Studies with a Designated Emphasis in Women, Gender & Sexuality Studies from University of California, Berkeley. Dr. Fukushima’s research focuses on immigration, transnational feminisms, race, gender, sexuality and witnessing.

 

Mauro Geraci, professore associato di Etnologia presso il Dipartimento di civiltà antiche e moderne dell’Università degli studi di Messina, è autore dei volumi Le ragioni dei cantastorie. Poesia e realtà nella cultura popolare del Sud (1997), primo studio sistematico sulle prospettive poetiche e conoscitive dei poeti-cantastorie siciliani di cui è anche attento continuatore e interprete, e de Il silenzio svelato. Rappresentazioni dell’assenza nella poesia popolare in Sicilia (2002). Da diversi anni ha rivolto il suo interesse antropologico all’Albania, dove la letteratura e la canzone narrativa giocano un ruolo centrale nella ridefinizione della memoria storica del paese in rapporto alle più recenti trasformazioni politico-sociali. S’interessa inoltre di storia degli studi antropologici con particolare riguardo al metodo comparativo, alle storie di vita e alle autobiografie. Da qui il recentissimo studio Prometeo in Albania. Passaggi letterari e politici di un paese balcanico (2014) e la cura, assieme all’archivista Simonetta Ceglie, dell’autobiografia della prima grande scrittrice albanese, Musine Kokalari, La mia vita universitaria. Memorie di una scrittrice albanese nella Roma fascista. 1937-1941 (2016). Attualmente sta lavorando alle vicende politico-letterarie e all’archivio personale dello scrittore albanese Robert Prifti.

 

Luca Guizzardi (Bologna, 1975): ricercatore confermato in sociologia dei processi culturali e comunicativi presso l’Università di Bologna. I principali argomenti di ricerca a cui si dedica sono le trasformazioni della famiglia, della parentela, la teoria di Durkheim e i suoi sviluppi. Tra le recenti pubblicazioni: Al di là di vecchie e nuove distinzioni di genere: la famiglia (r)esiste, 2017; “In September, they will start to ask: ‘So you all come here for Christmas?’”. Rainbow families and the gift of kinship, 2017; La legge ‘Cirinnà’ un anno dopo. Fatti, leggende e riflessioni, 2017; “C’è veramente in noi una scintilla di divinità”. Le forme elementari della vita religiosa nel contributo dei Durkheimian Studies, 2017; Nostro figlio. La maternità surrogata tra dono, diritto e contratto, c.d.s.

 

Giovanni Kaczmarek, nato a Perugia nel 1983, si è laureato in Relazioni internazionali nel 2012 all’Università di Perugia ed è attualmente dottorando in “Politica, Politiche pubbliche e globalizzazione” presso la stessa università. Si interessa da tempo di immigrazione e attualmente sta svolgendo un progetto di ricerca sui minori stranieri non accompagnati e gli enti di Terzo settore.

 

Fulvio Librandi insegna Etnologia e Antropologia culturale presso il Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università della Calabria. Si è occupato di antropologia della corporeità, di antropologia della violenza e di antropologia dei sensi. Ha gestito a Reggio Calabria un bene confiscato alla ’ndrangheta, che ha funzionato come centro d’analisi del fenomeno mafioso. È nel comitato di redazione delle riviste “Voci”, “Minority Reports”, “Rogerius”.

 

Marcello Mollica è professore associato in Discipline Demoetnoantropologiche, Dipartimento di Civiltà Antiche e Moderne, Università degli Studi di Messina. Pre-doc Marie Curie all’Università dell’Ulster, Dottore di ricerca all’Università Cattolica di Lovanio, Marie Curie IEF all’Università del Kent a Canterbury, European Doctorate all’Università di Deusto a Bilbao, post-doc e lecturer all’Università di Friburgo, Visiting Marie Curie all’Università di Tiblisi e Rita Levi Montalcini Fellow e lecturer presso l’Università di Pisa, ha condotto ricerche sul campo in Irlanda del Nord, Libano del Sud, Territori occupati, sud-est Anatolia e sud Caucaso su minoranze e violenza religiosa ed etnica.

 

Fabio Mugnaini è docente di Discipline Demoetnoantropologiche (Storia delle tradizioni popolari, Antropologia della performance, Anthropology of Cultural Heritage) presso l’Università di Siena, dove ha diretto il corso di laurea magistrale in Antropologia culturale ed etnologia (oggi Antropologia e linguaggi dell’immagine), dalla fondazione fino al 2015. Le sue ricerche, imperniate sulla pratica etnografica, sono orientate verso la tradizione culturale toscana, focalizzate sugli aspetti performativi (dalla narrazione alle performance rituali e festive), aperte all’innovazione, alla contemporaneità e alle sfide riflessive e teoriche che ne conseguono. È attualmente membro del direttivo dell’associazione SIEF (2017-2020).

 

Virginia Napoli, nata il 17 luglio 1986 a Vico Equense, si laurea in Scienze Filosofiche nel 2012 presso l’Università degli Studi di Napoli “Federico II” con una tesi dal titolo Magia primitiva e follia contemporanea. Dalla metapsichica alla psicopatologia nell’opera di Ernesto de Martino; da febbraio 2017 è dottoranda in Scienze storiche, archeologiche e storico-artistiche presso lo stesso ateneo con una tesi sul Gran Magal, pellegrinaggio annuale dei fedeli muridi presso la città santa di Touba, tutor Valerio Petrarca e cotutor Jean Pierre Dozon. Il suo campo di ricerca riguarda l’islam nell’Africa subsahariana e in particolare la confraternita sufi della Muridyya in Senegal, paese dove fra il 2013 e il 2016 lavora come mediatore culturale presso l’ONG italiana CPS – Comunità Promozione e Sviluppo. Ha pubblicato gli articoli: George Steiner’s philosophy: translation as a new paradigm (“Metalogicon” 2012); Le ricerche ultime di Ernesto de Martino (“AAM” 2016).

 

Benedetta Panchetti è borsista presso il Centro universitario cattolico di Roma. Dottore di ricerca in Diritto ecclesiastico presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia, è stata Visiting PhD Student presso l’Università Saint Joseph di Beirut e presso l’Università di Friburgo. Ha condotto ricerche sul campo su statuti personali e minoranze cristiane in Libano e Siria.

 

Rovena Sakja, nata in Albania dove consegue la laurea in lettere, nel 2002 si trasferisce in Italia dove prosegue la sua formazione frequentando la Scuola speciale per archivisti e bibliotecari presso l’Università degli studi di Roma “La Sapienza” ottenendo il diploma di laurea di archivista paleografo. Ha seguito numerosi progetti di riordino di fondi archivistici presso l’Archivio centrale dello Stato e la redazione dei relativi inventari; ha partecipato al progetto d’analisi della struttura dell’inventario antico dell’archivio Cardelli conservato presso l’Archivio capitolino. Nel 2018 consegue il titolo di Dottore di ricerca in Scienze del libro e del documento presso l’Università degli studi di Roma “La Sapienza”, con la discussione della tesi Le fonti per la storia delle relazioni fra Italia e Albania in ambito energetico dal 1900 al 1939, presenti negli archivi italiani e albanesi. Autore di numerosi articoli pubblicati in varie riviste scientifiche fa parte dei gruppi di ricerca su “Il contributo dell’Università degli studi di Roma ‘La Sapienza’ allo sviluppo delle discipline documentarie (1925-2009)” e sul “Rapporto tra scienza, industria e apparato militare nello specchio degli Osservatori industriali”.

 

Gianfranco Spitilli, è Assegnista di ricerca in Antropologia culturale all’Università di Roma “La Sapienza”, dove ha conseguito il dottorato in Etnoantropologia. Svolge ricerche nel campo dell’etnologia religiosa, dell’etnomusicologia e dell’antropologia visiva in Italia centro-meridionale, Belgio e Romania. Nel 2009 ha vinto il “Premio Nigra” per la ricerca antropologica. Dirige per l’area italiana (con Giovanni Agresti) il progetto “Réseau Tramontana” (Europa Creativa). È fondatore e direttore del “Centro Studi Don Nicola Jobbi”, membro della Société Française d’Ethnomusicologie (SFE), dell’Associazione Italiana di Antropologia Culturale (SIAC), della Società Italiana per la Museografia e i Beni Demoetnoantropologici (SIMBDEA), del Réseau EURETHNO de coopération scientifique et technique en ethnologie et historiographie européennes del Consiglio d’Europa, della Société Internationale d’Ethnologie et de Folklore (SIEF). Ha realizzato documentazioni sonore e audiovisive confluite in film etnografici, videoinstallazioni museali, produzioni discografiche. Ha pubblicato, tra gli altri: Tra uomini e santi. Rituali con bovini nell’Italia centrale, 2011; (con V.M. Spera, a cura di) Sacer Bos I. Usi cerimoniali di bovini in Italia e nelle aree romanze occidentali, 2016; (con F. Bonini Baraldi e D. Di Virgilio) Giannina Malaspina cantastorie, 2018.